CAFFÈ FINANZIARIO DEL 01 MAGGIO 2021

“Sell in May and go away”

📍 Vendi a maggio e scappa, è un detto che ogni operatore finanziario conosce e spesso i clienti chiedono se sia il caso di seguirlo alleggerendo le proprie posizioni in portafoglio per reinvestire dopo l’estate.

Come ogni anno anche il sottoscritto si fa questa domanda e per darmi delle risposte cerco di analizzare la situazione sui mercati, di cui ho ampiamente scritto domenica scorsa, ed ascolto i maggiori gestori al mondo così da poter dare risposte concrete ai miei clienti.

E oggi cosa stiamo vedendo sui mercati:

🔸L’economia statunitense continua a mostrare cauti segnali di recupero ed il Presidente della Banca centrale Usa Powell, durante la conferenza stampa di mercoledì, si è mostrato molto fiducioso sulla ripresa.

🔹 Il Prodotto interno lordo Usa continua a crescere, nel primo trimestre del 6,4%, agevolando la salita dei listini azionari americani galvanizzati dall’intervento della Federal Reserve che ha confermato tutte le misure predisposte per contrastare la recessione: tassi a zero, acquisti di titoli per 120 miliardi di dollari al mese e l’intenzione di accompagnare la ripresa con una politica monetaria decisamente accomodante.

🔸 La stagione delle trimestrali prosegue e anche i dati delle grandi aziende pubblicati questa settimana sono incoraggianti

🔹 In Italia il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo al Recovery Plan (vedi anche qui articolo della scorsa settimana) aggiungendo anche un ulteriore fondo di 30,6 miliardi. Il Testo è stato consegnato nella giornata di ieri alla Commissione Europea

🔸 Importanti investitori cinesi starebbero conducendo trattative per acquistare una partecipazione in Saudi Aramco, la compagnia petrolifera statale dell’Arabia Saudita (attenzione quindi ai possibili sviluppi finanziari tra mondo arabo e Cina)

🔹 Con un valore finale di 4.444 miliardi di euro, Euronext (proprietà francese) ha annunciato di aver completato l’acquisizione di Borsa Italiana.

❗️Oggi mi piacerebbe affrontare un argomento sempre più rilevante nella mia attività di consulenza e che diventerà prioritario nei prossimi anni: la sostenibilità degli investimenti (conosciuta come ESG – E =impatto ambientale -S=rispetto valori sociali – G=buona gestione).

Nel 2015 i leader di 193 Paesi, riuniti presso le nazioni Unite, hanno approvato l’Agenda 2030per lo Sviluppo Sostenibile, una risoluzione con la quale si sono impegnati a raggiungere entro quella data 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile per il miglioramento delle condizioni di vita di milioni di persone in tutto il mondo.

❇️ Ogni Paese deve impegnarsi a definire una strategia (nel P.N.R.R. approvato dal governo Draghi se ne parla in più punti) per raggiungere obiettivi che hanno carattere universale e che toccano diversi ambiti:

– dalla lotta alla povertà alla eliminazione delle disuguaglianze di genere

– dalla tutela delle risorse naturali allo sviluppo delle comunità sostenibili

– dall’innovazione all’istruzione di qualità

✅ Anche come investitori possiamo dare un aiuto al raggiungimento di questi risultati, io anche nel mio ruolo di consulente, valutando quando andiamo ad investire i nostri soldi in quali aziende e che politica adottano i vari fondi di investimento. Così facendo potremo dire di essere anche noi artefici del cambiamento.

❓Sell in May and go away ?

🔘 No, ritengo non sia il caso di andare ad aumentare la già pazzesca quota di liquidità presente sui conti correnti italiani ma di continuare ad investire in modo consapevole e responsabile utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per raggiungere gli obiettivi che abbiamo condiviso.

Buon fine settimana

Simone

☎️ 035.0045182

📱 346.2627126

📧 info@simonepontiggia.it

📌 Calcinate, via Coclino 22

http://www.simonepontiggia.it

Instagram : @simonepontiggiaconsulente

Club House : @simopont

CAFFE’ FINANZIARIO DEL 25.04.2021 (il Recovery Fund o Next Generation)

Eccomi con l’ultimo articolo del weekend.

Mi sono preso qualche ora in più ma meglio documentarsi prima di scrivere qualche cavolata.

La domanda che negli ultimi mesi spesso mi è stata posta e che di siamo posti un po’ tutti è stata: ‘Cosa prevede il Recovery Fund o Next Generation Plan?’

❇️ Una domanda alla quale è un po’ più semplice rispondere oggi, con la bozza presentata all’esame del Consiglio dei Ministri che, secondo quanto affermato dal premier Mario Draghi, avrebbe ricevuto il via libera dalla Commissione Europea.

Siamo in un momento fondamentale per il futuro dell’economia del nostro Paese, considerata l’importanza del piano per il rilancio dell’Italia dalla crisi pandemica.

Il Recovery Plan è stato al centro delle tensioni in maggioranza sabato 24 aprile, tanto che è stato necessario rinviare il CdM di quasi 12 ore e alle 24.00 era ancora in pieno svolgimento.

✅ Il documento è più che mai strategico: contiene il cosiddetto Piano nazionale di ripresa e resilienza, ovvero il “programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation EU, lo strumento per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19”.

Si tratta quindi delle linee guida dettagliate, con programmi di riforme e voci di spesa, che serviranno all’Italia per utilizzare al meglio i 221,5 miliardi di euro complessivi in arrivo da Bruxelles.

Nella bozza si parla di un “ambizioso progetto di riforme con quattro importanti riforme di contesto”, vale a dire quelle della pubblica amministrazione, della giustizia, di semplificazione della legislazione e di promozione della concorrenza.

Il consiglio dei ministri ha esaminato il testo per inviarlo in approvazione al Parlamento e quindi a Bruxelles entro il 30 aprile.

A sbloccare le tensioni tra le varie forze di maggioranza sarebbe stata una telefonata fra Draghi e la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che avrebbe sostanzialmente dato il benestare al Piano italiano.

La notizia è stata confermata dal Ministro delle Finanze Daniele Franco che ha affermato che la “lunga e serrata interlocuzione con Bruxelles” è andata a buon fine.

📌 Recovery Plan, cosa prevede: ecco la bozza

Il documento di 318 pagine detta il progetto economico nazionale di rilancio, quello che trova le sue basi proprio nelle risorse che verranno erogate in base al Piano nazionale di ripresa e resilienza che ogni Stato deve presentare all’Unione europea.

✳️ Tra rinnovamento del mercato del lavoro, snellimento dei procedimenti burocratici e arricchimento delle infrastrutture, si tratta di un piano che lo stesso presidente del consiglio Draghi, identifica come in grado di significare un +3,6% sul PIL del Paese per il 2026.

Una previsione contenuta proprio nella premessa al documento stilata dall’ex numero uno della BCE, che parla di progetto “per un Paese più moderno”:

“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è parte di una più ampia e ambiziosa strategia per l’ammodernamento del Paese. L’Italia deve combinare immaginazione e creatività a capacità progettuale e concretezza. Il governo vuole vincere questa sfida e consegnare alle prossime generazioni un Paese più moderno”.

Uno sforzo che vuole dire un aggiornamento per quel che riguarda progetti e obiettivi su più fronti, tra i quali spiccano sviluppo e mobilità sostenibile, ambiente e clima, idrogeno, automotive e filiera della salute.

📌 Stando a quanto si capisce dal documento di programmazione quindi, i punti di maggiore evidenza del Recovery plan – nella bozza definiti “missioni” – possono essere per il momento così riassunti :

• Digitalizzazione

• Innovazione, competitività e cultura

• Rivoluzione verde e transizione ecologica

• Infrastrutture per la mobilità sostenibile

• Istruzione e ricerca

• Inclusione e coesione

• Salute

Un Piano che per l’Italia vale circa 221,5 miliardi di euro per i prossimi sei anni il Recovery Plan, una cifra che deve rappresentare la base sulla quale costruire il rilancio economico del Paese post-pandemia.

Di questi, 191,5 miliardi di euro sono finanziati direttamente dall’Europa, mentre 30 sono i miliardi previsti dal fondo complementare.

Le cifre saranno ripartite di fatto per quelle che nella bozza vengono definite “missioni”, tra le quali spicca la cosiddetta transizione ecologica con i 57 miliardi di euro destinati.

Poi digitalizzazione, competitività e cultura con 42,5 miliardi, istruzione e ricerca con 31,9 miliardi, mobilità sostenibile con 25,3 miliardi, inclusione e coesione con 19,1 miliardi e salute con 15,6 miliardi.

🔸 Digitalizzazione

Oltre 6 miliardi di euro per banda larga, 5G e un più generico sforzo sul fronte della mobilità digitale del Paese anche in termini di infrastrutture. In evidenza l’obiettivo di accessibilità della connessione veloce per oltre 8 milioni di famiglie.

🔸 Innovazione, competitività e cultura

Spiccano gli oltre 6 milioni di euro per progetti di ricercatori sul territorio nazionale, come piano per “trattenerli all’interno del sistema economico italiano”.

Poi digitalizzazione del patrimonio informativo di archivi, biblioteche e musei e 2,4 miliardi di euro alla cosiddetta “rigenerazione culturale” di piccoli punti turistici e culturali, aree rurali e periferie urbane.

🔸 Rivoluzione verde e transizione ecologica

Tra rinnovo degli autobus, navi green e quasi 3 miliardi di euro ai porti italiani, è un piano improntato alla sostituzione di mezzi e sistemi inquinanti sul territorio quello della cosiddetta «rivoluzione verde», con fondi destinati poi alla ricostruzione delle zone distrutte dai terremoti del 2009 e del 2016.

Mentre l’altro atteso tema della transizione ecologica quantifica in 6,7 i miliardi destinati all’incremento della quota di energia in arrivo da fonti rinnovabili e 2,1 miliardi per il fotovoltaico sui terreni agricoli.

🔸 Infrastrutture per la mobilità sostenibile

Per i trasporti massimo sforzo sul taglio delle ore di viaggio da regione a regione, con investimenti messi in conto soprattutto su Alta velocità e strutture ferroviarie regionali, dall’ampliamento al restyling.

🔸 Istruzione e ricerca

Rispetto all’ultima bozza del governo Conte, cresce l’investimento per l’istruzione del piano (per fortuna mi viene da affermare). Dai precedenti 26,66 miliardi previsti infatti si passa agli attuali 31,9 miliardi: 24,1 miliardi saranno destinati a nuovi progetti e 7,7 a quelli già in essere.

🔸 Inclusione e coesione

Combattere la “povertà educativa” per i minori al Sud, la riqualificazione di beni confiscati alla criminalità organizzata e rinnovamento, arricchimento e ristrutturazione delle carceri a spiccare nei piani destinati ad inclusione e coesione, per i quali sono destinati 19,1 miliardi di euro in totale.

🔸 Salute

Più nello specifico il comparto relativo alla salute vale 19,7 miliardi di euro per la sanità: oltre ai 15,6 del Recovery infatti vanno aggiunti gli 1,71 miliardi del React Eu e i 2,39 miliardi del fondo complementare.

La bozza spinge inoltre all’individuazione di “un centro di eccellenza per le epidemie”, ponendo il tema dei virus emergenti come cruciale anche in ottica futura: “L’andamento delle epidemie nel XXI secolo segnala la necessità di un’attenzione particolare alla circolazione e diffusione dei virus, in particolare dovuti a fenomeni di spillover. L’individuazione di un centro di eccellenza per le epidemie consentirà una più pronta e efficace risposta della comunità scientifica nazionale.”

📌 Recovery Plan: le riforme

Le riforme rappresentano una delle ambizioni principali, se non le più difficili, all’interno del piano.

Sono 5 le riforme che possono essere individuate nella bozza, anche se quella più massiccia, la riforma della pubblica amministrazione, ne comprende al suo interno altre. Le possiamo così ripartire:

• Riforma della pubblica amministrazione, che comprende al suo interno trasformazione, accesso e competenze;

• Riforma del sistema della proprietà industriale;

• Riforma della formazione obbligatoria per la scuola;

• Riforma delle politiche attive del lavoro;

• Riforma della medicina territoriale.

📌 Governance: chi gestirà i fondi per il Recovery Plan?

Sul tema della gestione la prima bozza del Recovery, quella del governo Conte, non si presentava esattamente chiarissima, dando adito a uno scontro politico tra Conte e Italia Viva.

Di fatto a richiedere la creazione di una governance per i progetti alla base del piano è stata proprio l’Unione Europea.

Questo è un punto che contiene di sicuro specifiche e indicazioni più chiare nell’attuale bozza, con un esplicito riferimento a un comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio per la gestione del Recovery Plan: “La supervisione politica del piano è affidata a un comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio a cui partecipano i ministri competenti.”

Si tratta di una “struttura di coordinamento centrale” presso il ministero dell’Economia che svolge un’attività di coordinamento e supervisione, affiancata da “una struttura di valutazione e una di controllo, Il comitato supervisiona l’attuazione del piano ed è responsabile dell’invio delle richieste di pagamento alla Commissione Ue”.

❗️Nei prossimi giorni avremo probabilmente un quadro più chiaro di tutti i progetti in ‘cantiere’ . Una cosa possiamo affermare già oggi: NON si può sbagliare, NON possiamo gettare alle ortiche questi soldi che pesano come macigni sulle spalle delle generazioni future

Mi farebbe enormemente piacere un tuo messaggio di feedback su quanto ho scritto.

Se lo hai trovato utile condividilo con amici e conoscenti che molto probabilmente non sono informati su questo argomento e vorrebbero iniziare a saperne qualcosa di più.

A presto

Simone

☎️ 035.0045182

📱 346.2627126

📧 info@simonepontiggia.it

📌 Calcinate, via Coclino 22

http://www.simonepontiggia.it

Instagram : @simonepontiggiaconsulente

Club House : @simopont

CAFFE’ FINANZIARIO DEL 25.04.2021 (le Criptovalute e la tecnologia Blockchain)

Da qualche anno è apparso questo nuovo termine nel mondo della finanza: Criptovaluta.

Nel linguaggio comune tutte le cripto vengono chiamate Bitcoin mentre invece è un mondo molto interessante che sto studiando, analizzando e guardando con un occhio di riguardo.

Ne parlerò e ci scriverò in modo approfondito nei prossimi mesi visto che è un argomento di cui molti clienti e prospect mi chiedono informazioni, in particolare gli ‘under 50’.

🔸 Negli ultimi mesi i valori di questi nuovi strumenti finanziari sono ‘esplosi’ con performance impressionanti. Il tutto con una volatilità pazzesca, da domenica scorsa al momento in cui scrivo (sono le 22.58 di sabato sera) alcune criptovalute hanno perso circa il 30% dopo aver ottenuto performance simili al rialzo solo pochi giorni prima.

Definire montagne russe i loro grafici ritengo sia addirittura limitativo.

❇️ Ma cosa sono di preciso queste Criptovalute?

Una criptovaluta è una valuta virtuale basata sul sistema della crittografia, utilizzabile solo conoscendo un determinato codice informatico definito da una chiave pubblica e una chiave privata, come nella crittografia comune. Si tratta di una rappresentazione digitale di un asset monetario, privo del fattore fisico cioè della moneta coniata.

‘Fabbrica’ di criptovalute

🔹 La criptovaluta è definita una moneta virtuale, nel senso che non esiste in forma fisica, ma si scambia esclusivamente per via telematica. Le transazioni si effettuano direttamente tra due soggetti in modalità peer-to-peer, ovvero direttamente tra due dispositivi, senza necessità di intermediari (banche) per acquistare beni e servizi, come se fosse moneta legale a tutti gli effetti.

La criptovaluta più importante, nonché la prima ad essere stata messa in circolazione, è il Bitcoin, “forgiato” nel 2009 e detentore di oltre il 50% del mercato mondiale.

Le criptovalute si suddividono in moneta virtuale “chiusa”, “unidirezionale” e “bidirezionale”.

La differenza tra le tre fattispecie è nella possibilità o meno di poter scambiare la criptovaluta con moneta a corso legale (come i bitcoin, ad esempio).

🔺 Una delle caratteristiche delle criptovalute inoltre è l’estrema volatilità del loro valore, cosa che le rende spesso molto adatte a speculazioni di tipo borsistico, piuttosto che ad un utilizzo come unità di conto corrente o mezzo di pagamento vero e proprio, dal momento che non sarebbe facile stabilire il prezzo di un prodotto in Bitcoin ad esempio, senza legarlo al valore di una moneta a corso legale.

Grafico storico andamento Bitcoin

L’architettura del Bitcoin – uno dei primissimi esempi di Blockchain – è completamente decentralizzata, e offre una forma di trasparenza e anonimia grazie a un registro distribuito (un sistema di dati digitali replicati, condivisi e sincronizzati geograficamente distribuiti in più siti, Paesi o istituzioni) basato su transazioni a blocchi.

Ogni volta che un Bitcoin viene generato o utilizzato in un’operazione, è convalidato e cristallizzato in un nuovo blocco della catena. Questo meccanismo si basa su una logica per cui in ogni blocco, all’interno del quale di norma non confluiscono informazioni personali, vi è un residuo del blocco precedente per cui la manipolazione di un blocco specifico va ad inficiare l’intera catena.

🔸 Le criptovalute sono conservate in wallet digitali (e-wallet, veri e propri portafogli virtuali), che possono essere sia software che hardware, ovvero dispositivi non collegati permanentemente in rete, tipo chiavette usb, che vengono collegati al web tramite un computer, solo quando è necessario fare una transazione.

❇️ Il wallet è come un servizio di home banking personale e consente di conservare le criptovalute, trasferirle ad altri utenti, ricevere pagamenti, effettuare pagamenti, monitorare lo storico di tutte le transazioni e fare naturalmente acquisti online, sui siti che accettano pagamenti in valute virtuali. Il tutto in un unico software.

Per funzionare un wallet deve essere collegato ad un address (o chiave pubblica) che sostanzialmente è l’equivalente di un numero di conto corrente bancario. Normalmente quando si installa sul computer un wallet, questo address viene generato automaticamente, ed è rappresentato da una stringa alfanumerica che nel caso dei Bitcoin è lunga mediamente 33 caratteri, certamente non facile da memorizzare. Per ricevere bitcoin è sufficiente comunicare all’interlocutore questo address, e riceveremo quanto concordato nel giro di pochi minuti.

Quando viene generato l’address, viene generata anche una sorta di password (o chiave privata) che ci consente di installare questo “conto” anche su altri wallet. Nel caso di Bitcoin questa password è formata da 16 parole, ed è buona norma conservarla con grande attenzione, magari stampandola e mettendola in cassaforte, perché in caso di smarrimento si

rischia di dire addio ai propri soldi (virtuali), dal momento che non esiste un servizio di recupero password per gli address, poiché nella blockchain, non ci sono nomi e cognomi, ma solo numeri e lettere. La perdita irreversibile della moneta virtuale contenuta nel wallet per effetto dello smarrimento delle chiavi di accesso discende dalle caratteristiche di decentralizzazione dei ledger.

❗️Qualcuno magari avrà letto l’esperienza di questo investitore tedesco (https://tg24.sky.it/tecnologia/2021/01/13/bitcoin-password-dimenticata-usa)

Le criptovalute hanno delle caratteristiche particolari che le contraddistinguono.

Ecco qui un elenco degli elementi costitutivi:

▶️ un insieme di regole (detto “protocollo”) che stabilisce le modalità per cui i partecipanti possono effettuare le transazioni

▶️ una sorta di “libro mastro” (distributed ledger o blockchain) che secondo una struttura a blocchi permette di costruire un’architettura condivisa e immutabile su cui sussistono le varie transazioni;

▶️ una rete decentralizzata di miners che aggiornano, conservano e consultano il registro distribuito delle transazioni, secondo le regole del protocollo e della particolare tipologia di blockchain su cui è costruita la moneta virtuale.

▶️ Quando effettuiamo un invio (pagamento) tramite Bitcoin, in sostanza inviamo una transazione candidata alla blockchain, in attesa di essere validata da un sistema di consenso distribuito denominato mining che va a sfruttare un algoritmo di consenso.

Per essere accettate le transazioni devono rispettare le regole di crittografia stabilite dal protocollo e che verranno verificate dalla rete, pena la perdita della transazione.

🔹 Questa operazione è resa sicura dalla tecnologia blockchain, ovvero basata su un ledger (una sorta di libro mastro) che registra in ordine cronologico/sequenziale tutte le transazioni di moneta virtuale (tra cui Bitcoin), secondo un meccanismo molto simile alla firma digitale.

La registrazione cronologica evita fenomeni anomali come il cosiddetto “double spending” (cioè il tentativo di spendere i bitcoin più di una volta nello stesso momento), la concatenazione dei blocchi di transazioni evita che si possano modificare a posteriori delle transazioni effettuate, anche perché per fare una modifica simile, sarebbe necessario modificare tutte le transazioni seguenti registrate nella blockchain, cosa di fatto impossibile anche in virtù dell’elevata potenza di calcolo richiesta.

🔸 La verificabilità della transazione sfrutta proprio le caratteristiche di cronologia e sequenzialità, in questo modo si può risalire a qualsiasi transazione in modo corretto.

La sicurezza infine è data dal fatto che la blockchain è un sistema decentralizzato distribuito, composto da nodi che registrano tutte le transazioni, e di fatto questa distribuzione rende impossibile qualsiasi tentativo di modifica dei dati, poiché la modifica dovrebbe essere fatta su ogni nodo della blockchain, e dovrebbe essere ricorsiva.

Le criptovalute hanno sdoganato il concetto di tecnologia blockchain anche in altri ambiti.

La criptovaluta Ethereum per esempio funziona in modo diverso da Bitcoin, seppur il meccanismo è legato alla filosofia blockchain. Tecnicamente Ethereum infatti è un sistema che consente di creare contratti intelligenti, i cosidetti smart contract.

🔸 In via generale, gli smart contract – o “contratti intelligenti” – sono software basati su blockchain, un sistema che distribuisce i dati tra gli utenti presenti nella rete.

Questi contratti funzionano in modo automatico e indipendente, senza la necessità di intermediari, verificando l’avverarsi di determinate condizioni ed eseguendo in modo automatico della azioni azioni, oppure dando disposizioni affinché si possano eseguire determinate azioni, nel momento in cui le condizioni sono raggiunte e verificate.

I vantaggi sono molteplici, tra cui anche l’abbassamento dei costi, la sicurezza da attacchi informatici e la precisione. L’obiettivo primario degli smart contract è semplificare le procedure tutelando al contempo le parti coinvolte, garantendo integrità di dati e informazioni.

Mi rendo conto di aver utilizzato un linguaggio tecnico nella spiegazione di cosa sono le criptovalute ma cercare di renderlo fruibile non è cosa semplice.

📌 Così come non è semplice guadagnare somme elevate quando si mette a rischio il proprio patrimonio specialmente utilizzando strumenti ad oggi non regolamentati sui mercati finanziari e con la possibilità di perdere tutto nel giro di pochi secondi.

Non ci credi?

😳 Ti lascio qui di seguito un paio di esempi in cui il creatore e fondatore di una criptovaluta ha lasciato senza soldi decine di migliaia di investitori (https://www.wallstreetitalia.com/bitcoin-in-turchia-bloccato-lexchange-thodex-spariti-2-miliardi/) oppure. (https://www.ilsole24ore.com/art/bitcoin-muore-fondatore-un-exchange-150milioni-fumo-perche-nessuno-sa-password-AF8cmnF)

Mi farebbe enormemente piacere un tuo messaggio di feedback su quanto ho scritto.

Se lo hai trovato utile condividilo con amici e conoscenti che molto probabilmente non sono informati su questo argomento e vorrebbero iniziare a saperne qualcosa di più.

A presto

Simone

☎️ 035.0045182

📱 346.2627126

📧 info@simonepontiggia.it

📌 Calcinate, via Coclino 22

http://www.simonepontiggia.it

Instagram : @simonepontiggiaconsulente

Club House : @simopont

CAFFE’ FINANZIARIO DEL 25.04.2021 (i mercati finanziari)

Eccoci praticamente arrivati alla fine di aprile, un terzo di quest’anno ormai è già passato.

In questa parte del Caffè Finanziario vado a fare un riassunto di quanto successo sui mercati finanziari negli ultimi cinque giorni.

🔸 Una settimana che ha visto una inversione di tendenza con una ripresa sostanziosa dei mercati asiatici, in particolare le borse cinesi, e dell’indice Vix (indice che misura la volatilità sui mercati).

🔹 Hanno chiuso in terreno negativo i tre principali indici americani (S&P 500/Dow Jones/Nasdaq), nonostante il buon recupero nella giornata di venerdì. Anche nel caro Vecchio Continente indici con segno negativo nella performance settimanale.

❓ Ma perché i mercati si sono mossi in terreno negativo negli ultimi giorni?

🔺 La principale novità è emersa dalle parole rilasciate dal Presidente Joe Biden. Parole che hanno messo parecchio in agitazione gli investitori, in modo particolare coloro che hanno patrimoni elevati. Anche gli Stati Uniti stanno cercando ogni mezzo possibile per far ripartire l’economia e la proposta avanzata da Biden per finanziare il nuovo piano infrastrutturale negli States prevede un incremento delle imposte sugli utili aziendali passando dal 21% al 28% ma ciò che preoccupa maggiormente gli investitori con un patrimonio superiore al milione di dollari (in particolare i milionari del mondo crypto) è l’aumento dell’imposta sul capital gain passando dal 20% al 39,6%, praticamente il doppio, a cui va aggiunto il 3,8% per finanziare l’Obama care, programma riguardante la sanità.

Joe Biden con Barack Obama

Risulterebbe quindi un evidente squilibrio tra la tassazione al 23,8% per la stragrande maggioranza degli investitori ed il 43,4% dei super ricchi che immediatamente hanno operato sui mercati alleggerendo le proprie posizioni.

Ondata quindi di vendite che ha portato i listini a chiudere in rosso.

🏠 Sempre negli Usa si sta verificando un fenomeno che già abbiamo visto in passato sul mercato immobiliare: sia i prezzi delle nuove costruzioni che di quelle già in essere sono in netta ripresa e stanno tornando a dei livelli che potrei definire abbastanza simili ad una ‘bolla’. In passato quando si sono verificati questi eventi abbiamo vissuto momenti non proprio tranquilli.

📈 Di positivo possiamo invece vedere l’inizio della stagione delle trimestrali, indicativamente rilasciate dal 30% delle aziende, con numeri migliori rispetto alle stime degli analisti. Questo risultato giustifica parzialmente le elevate quotazioni che stiamo comunque vedendo sui mercati azionari.

Stiamo assistendo anche ad una ripresa del tema inflazione influenzata dagli aumenti del costo delle materie prime e paradossalmente potremmo vedere un calo dei mercati azionari non perché le cose vanno male ma perché vanno bene oltre le aspettative.

🔎 Alla luce di quanto ho scritto l’ innesco di una presa di profitto sui mercati azionari potrebbe essere l’aumento della tassazione di cui ho scritto sopra, oppure addirittura lo sblocco completo dell’economia dovuto al termine della fase pandemica ed una economia in ripresa troppo veloce.

Con questo non voglio assolutamente affermare che domani il mercato crollerà ma una serie di indici che monitoro settimanalmente, unito ai dati che vengono comunicati dalle varie autorità, fa capire quale può essere il movimento degli indici nei mesi futuri.

❇️ Ecco perché predico cautela nell’entrata sui mercati azionari, quante volte ho detto e scritto che preferisco entrate spalmate nel tempo ma che permettono di approfittare di eventuali discese per aumentare la propria esposizione al mercato equity.

La struttura di piano di accumulo

Consideriamo in tutto questo anche i rendimenti ai minimi del mercato obbligazionario che non consentono agli investitori di avere un ritorno di performance sufficiente. Un pò tutti gli indici valutativi dei mercati sono a livelli elevati quindi ragionando non su un’ottica temporale di brevissimo periodo ma spostando l’orizzonte temporale in là nel tempo è molto probabile un riallineamento dei valori a livelli più consoni alla economia reale.

Per tutte le economie occidentali ci si attende per il 2021 un aumento degli utili delle varie aziende che hanno ripreso l’attività anche se alla data odierna il valore dell’indice riguardante gli utili è un po’ troppo alto rispetto alle quotazioni di mercato.

Una possibile flessione o comunque un rallentamento degli stessi potrebbe portare quindi a delle correzioni sui mercati.

✳️ Certo in questo post sto scrivendo tutta teoria, alla fine conta ciò che effettivamente fanno i mercati ed in questo momento gli stessi hanno ancora forza per spingere al rialzo, stanno vivendo un momento positivo però iniziano ad essere presenti dei segnali che mi inducono ad essere un po’ più cauto.

‼️ Questo non vuole assolutamente dire di non investire, ma di farlo in modo consapevole.

Lascio quindi qualche spunto operativo che avrei il piacere di condividere con te:

➡️ Mantenere una quota di liquidità per ingressi ‘tattici’

➡️ Entrare sui mercati con piani di accumulo o frazionati

➡️ Diversificare sia per area geografica che per settore

➡️ Alleggerire le posizioni sui bond (obbligazioni) in guadagno

➡️ Sfruttare il mercato degli strumenti collegati all’inflazione

Per chi invece opera sui singoli titoli i miei suggerimenti per il momento che stiamo vivendo sono i seguenti:

▶️ Operare su titoli con bilanci qualitativamente soddisfacenti

▶️ Usare gli Stop Loss e diversificare anche all0’interno dello stesso settore

▶️ Preferire settori Energy, Finanziario ed infrastrutture

▶️ Iniziare ad operare anche sul mercato delle materie prime.

✅ Di tutto questo io faccio tesoro nella gestione dei patrimoni che mi sono stati affidati in gestione.

Mi farebbe enormemente piacere un tuo messaggio di feedback su quanto ho scritto.

Se lo hai trovato utile condividilo con amici e conoscenti che molto probabilmente non sono informati su ciò che sta succedendo ma che sono convinti che vada sempre tutto bene

A presto

Simone

☎️ 035.0045182

📱 346.2627126

📧 info@simonepontiggia.it

📌 Calcinate, via Coclino 22

http://www.simonepontiggia.it

Instagram : @simonepontiggiaconsulente

Club House : @simopont

CAFFÈ FINANZIARIO DEL 17 APRILE 2021

Sono tornato, lo scorso weekend ho saltato l’appuntamento con il consueto caffè finanziario ma ora eccomi nuovamente qui a parlare con te di finanza.

🔸È stata una settimana interlocutoria sui mercati azionari globali che sono sempre in attesa di maggiore chiarezza tra le notizie provenienti dal fronte della epidemia e dalla “stagione degli utili” appena iniziata. Nei giorni scorsi, infatti, hanno inaugurato questo periodo di report del primo trimestre alcuni tra i più grossi gruppi finanziari mondiali come JP Morgan e Goldman Sachs.

Entrambi hanno superato le aspettative degli analisti e hanno comunicato risultati molto importanti per il primo trimestre 2021, segnale quindi molto forte per tutto il sistema economico.

🔹Sul fronte epidemiologico, si segnala invece la decisione da parte della Food and Drug Administration (FDA) statunitense di sospendere precauzionalmente e con effetto immediato il vaccino Johnson & Johnson negli USA (quello monodose che avrebbe dovuto accelerare la campagna vaccinazione anche perché è di più facile conservazione). Verranno svolte maggiori analisi per accertare l’esistenza di un eventuale legame causale tra la somministrazione del vaccino e lo sviluppo della rara malattia legata ai coaguli di sangue.

📌 Notizia degna di nota della settimana è anche la quotazione diretta al Nasdaq di Coinbase, una delle principali piattaforme al mondo per lo scambio di cryptovalute. Partendo da un prezzo di riferimento fissato a 250 dollari per azione, Coinbase ha aperto le contrattazioni a Wall Street a 381 dollari per azione, in rialzo di oltre il 50% rispetto al prezzo iniziale di quotazione e pari a una capitalizzazione di circa 100 miliardi di dollari. Successivamente il titolo è cresciuto ulteriormente, arrivando a superare anche i 400 dollari per azione, prima di ritracciare e rientrare intorno a quota 340 dollari, comunque ben al di sopra del prezzo di riferimento pre-quotazione.

Secondo le interpretazioni più ottimistiche di diversi analisti, la quotazione in borsa della piattaforma di valute digitali rende maggiormente credibile il mondo delle crypto e questo spiega perchè il Bitcoin (sulla scia dell’entusiasmo per la quotazione) ha aggiornato i propri valori massimi storici sfiorando la soglia dei 65.000 dollari (12 mesi fa quotava 6770dollari).

🇮🇹 In Italia parte lunedì la sottoscrizione della nuova emissione di titoli di Stato BTP Futura. La cosa che posso consigliare non è tanto quella di guardare con attenzione il tasso di interesse offerto ma la possibilità che ha questo investimento di rivalutarsi nel corso dei prossimi anni. Dobbiamo infatti considerare che su una durata di 10anni NON è pensabile che la banca centrale europea continui a sostenere gli acquisti su titoli di Stato come sta facendo ormai da un biennio e valutare quindi gli effetti che una riduzione, o dismissione totale, degli acquisti avrà sul prezzo di queste obbligazioni. Investitore avvisato, investitore salvaguardato…

🔺 Una notizia di ‘cronaca finanziaria’ per chiudere il caffè finanziario di oggi. È deceduto in settimana il maggiore truffatore della storia Usa: Bernie Madoff, fu anche presidente del Nasdaq. Stava scontando una pena in carcere di 150anni dopo aver truffato, utilizzando uno schema Ponzi, investitori per un totale di 63miliardi di dollari. Tale sistema deve il suo nome a un immigrato italiano, che agli inizi del ‘900 lo mise in atto per primo su grande scala, e consisteva nel promettere agli investitori alti guadagni, pagando gli interessi maturati dai vecchi investitori con i soldi dei nuovi investitori.

Con importi ben diversi, ma comunque importanti (circa 5 milioni di euro), proprio nella giornata di venerdì sono stati condannati 3 broker bergamaschi e bresciani che hanno truffato una sessantina di clienti utilizzando lo stesso metodo: promesse di alti rendimenti in pochi mesi.

‼️ Rendimento alto = rischio alto è l’equazione che devi sempre aver bene in testa.

Buon fine settimana

Simone

☎️ 035.0045182

📱 346.2627126

📧 info@simonepontiggia.it

📌 Calcinate, via Coclino 22

Instagram : @simonepontiggiaconsulente

Club House : @simopont

CAFFÈ FINANZIARIO DEL 3 APRILE 2021

8 regole da seguire per far rendere al meglio i tuoi soldi nel lungo periodo

🤑 Tutti vorremmo nascere con un portafoglio già bello pieno e senza doverci ‘preoccupare’ di come far rendere al meglio il nostro patrimonio per essere al sicuro, dal punto di vista finanziario, fino alla fine dei nostri giorni lasciando anche un bel gruzzolo ai nostri eredi.

✅ Per chi non ‘nasce ricco’ c’è comunque la possibilità di costruirsi un patrimonio ingente e non avere problemi economici al momento in cui scatterà l’ora della pensione.

Da quando ho iniziato la mia attività lavorativa, ormai 27 anni fa, ci sono già state 4 riforme del sistema previdenziale, ne parlerò venerdì nel mio evento online (ti potrai iscrivere dal link che trovi più sotto)

🙄 Sapere oggi con certezza quando si raggiungerà l’età pensionistica è una mezza utopia.

‼️L’ecosistema italiano contemporaneo è tale per cui scegliere di affidarsi alla sola previdenza pubblico rischia di essere un azzardo.

Il sistema è infatti caratterizzato oggi da un forte squilibrio tra entrate e uscite, questo a causa del calo delle nascite, dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle aspettative di vita.

📌La scelta di aderire ad un fondo pensione e costruirsi nel tempo la propria pensione integrativa è la soluzione che ti permette di ovviare a queste problematiche.

❇️ Ci sono 8 regole che devi tenere in considerazione:

1️⃣ Cominciare subito.

2️⃣ Calcolare il capitale necessario per la pensione, facendoti aiutare da me

3️⃣ Osare di più, per ottenere maggiori rendimenti.

4️⃣ Versare il Trattamenti Fine Rapporto (TFR) nel fondo

5️⃣ Guadagnare tempo nel risparmio sulla tassazione o nell’uscita anticipata dal fondo pensione.

6️⃣ Massimizzare il beneficio fiscale, con i contributi deducibili.

7️⃣ Monitorare l’andamento del fondo e renderlo meno rischioso in prossimità della pensione.

8️⃣ Risparmiare in logica Pac, con versamenti ricorrenti e automatici.

La strada verso una pensione più confortevole risulterà così spianata se seguirai queste regole.

Guadagnare tempo iniziando ad investire da subito.

📆Ti aspetto venerdì online per parlare di questo e per regalarti il primo volume della serie ‘Pensa ora al tuo Futuro’.

🔸Fatti un REGALO e fallo a chi vuoi bene

ISCRIVITI e CONDIVIDI questo link 👇🏻👇🏻👇🏻

https://simonepontiggia.clickfunnels.com/webinar-previdenza

Buona Pasqua

Simone

☎️ 035.0045182

📱 346.2627126

📧 info@simonepontiggia.it

📌 Calcinate, via Coclino 22

http://www.simonepontiggia.it

Instagram : @simonepontiggiaconsulente

Club House : @simopont

CAFFÈ FINANZIARIO DEL 27 MARZO 2021

Oggi parliamo di Bolle Speculative, che come le bolle di sapone ogni tanto ‘scoppiano’, la differenza è che le prime fanno dei bei danni.

Nel corso degli ultimi mesi è stato un argomento più volte ricorrente con riferimento ad Asset economici: cryptovalute, tecnologia, l’idrogeno ed ogni settimana ‘ne salta fuori’ una nuova.

Prima di scrivere quali sono state le bolle finanziarie più importanti della storia, è bene capire cosa si intende con bolla finanziaria.

📖 Come una bolla di sapone anche quella finanziaria si riempie di aria fino al momento dello scoppio, che avviene istantaneamente e senza preavviso.

📌 Quindi una bolla finanziaria, o bolla speculativa, è l’aumento costante e rapido del prezzo di un asset non giustificato dai fondamentali economici dell’asset stesso.

Prima o poi la bolla esplode o si sgonfia rapidamente, e chi ha investito soldi nel momento sbagliato rischia di farsi male, molto male.

Molti analisti, per esempio, si stanno chiedendo se le performance del titolo Tesla, cresciuto del 700% in un anno, o del Bitcoin, passato dai 4mila dollari di 2 anni fa ai 60mila delle scorse settimane, siano il frutto della speculazione o siano sostenuti da motivi validi.

▶️ La nomina di Mario Draghi a Presidente del consiglio mi ha subito riportato alla mente un episodio avvenuto circa 4 anni fa quando era presidente della Banca Centrale Europea e fu ospite del Parlamento olandese ricevendo in dono un tulipano da parte di alcuni parlamentari.

Avrai pensato subito che si trattò di un gesto di cortesia, ma non fu proprio così.

Con quel fiore i parlamentari volevano trasmettere all’ideatore del Quantitative Easing e della svolta espansionistica della politica monetaria della Bce i timori per il rischio di una nuova bolla finanziaria.

🔺 La prima bolla finanziaria della storia, infatti, si verificò proprio in Olanda ed ebbe come protagonisti proprio i tulipani.

Complice anche la crisi economica provocata dal coronavirus, le banche centrali di Europa e Stati Uniti hanno continuato la strada del Quantitative Easing (l’acquisto dei titoli di Stato) e dei tassi d’interesse bassi sempre con maggiore convinzione.

Il risultato è stato un aumento consistente della liquidità immessa nell’economia che, secondo alcuni osservatori, rischia di provocare delle alterazioni sui mercati.

Per questo motivo tra gli analisti, negli ultimi mesi, è tornato vivace il dibattito tra chi vede all’orizzonte l’arrivo di una bolla finanziarie e chi crede che la crescita dei mercati sia sostenibile.

I rialzi registrati soprattutto sugli indici americani di Wall Street, usciti in modo repentino dalla crisi sanitaria grazie soprattutto ai titoli tecnologici, accendono ancora di più questa discussione.

Ma adesso facciamo un riassunto delle bolle finanziarie storiche, così che anche tu possa farti una tua idea su quello che sta succedendo nel mondo della finanza.

🇱🇺 Partiamo dalla prima bolla speculativa, facciamo un bel viaggio indietro nel tempo di 387 anni, tra il 1634 e il 1637. Siamo nell’Olanda del “Secolo d’oro”, dove il tulipano era uno dei maggiori status symbol tra i mercanti benestanti. Tecnicamente si trattò di una bolla dei bulbi di tulipano, che venivano scambiati sulla Borsa olandese già a partire dal 1500. Di fatto, questi bulbi venivano comprati solo allo scopo di rivenderli qualche mese dopo, forti della certezza che il prezzo sarebbe aumentato.

🌷 All’apice della bolla, un bulbo arrivò a costare più dello stipendio medio annuale di una famiglia olandese. Anche persone dei ceti meno abbienti arrivarono ad indebitarsi per comprare quello che oggi definiremmo un “future” sul bulbo di tulipano, e lo facevano utilizzando la “leva finanziaria”, acquistavano versando solo un acconto con l’impegno di saldare alla consegna al prezzo pattuito, rischiando così di accumulare grosse perdite nella speranza di ottenere grossi guadagni.

Il tutto crollò dopo un’asta andata deserta nel 1637 ad Haarlem: il panico si diffuse tra i proprietari dei contratti dei bulbi che iniziarono a vendere prima che fosse troppo tardi, dando così il via allo scoppio della prima bolla finanziaria della storia.

🇫🇷 Qualche anno dopo toccò ai nostri ‘cugini’ francesi, nel 1720 esplose infatti la bolla del Mississipi, che secondo alcuni storici sarà una delle cause della fine dell’impero coloniale francese.

Le azioni oggetto di speculazione furono quella della Compagnia del Mississipi, nata per sfruttare le risorse della colonia americana diretta da John Law. Attirati da una campagna pubblicitaria ad effetto e dalla crescita dei titoli, tante persone investirono i risparmi della vita o si indebitarono per comprare azioni della Compagnia.

Quando gli investitori capirono che le favolose ricchezze del Mississipi non esistevano, il prezzo scese bruscamente fino ad arrivare a zero.

🇬🇧 Più o meno negli stessi anni scoppiò la bolla dei Mari del Sud, alimentata dal sostegno del governo inglese alla South Sea Company, che costò un ingente capitale anche a Isaac Newton.

Magra consolazione, dopo lo scoppio di questa bolla si diede il via alle prime misure regolatorie sui mercati azionari.

🇺🇸 Veniamo al secolo scorso, la bolla azionaria da ricordare è quella del 1929 scoppiata a Wall Street, che chiuse in tragedia i “ruggenti anni Venti”.

L’euforia sulla crescita a tempo indeterminato del valore dei titoli portò a un aumento costante dei prezzi in Borsa, il tutto facilitato dalla grande liquidità messa sul mercato dalla Federal Reserve.

Tanti piccoli risparmiatori si lanciarono nell’investimento in Borsa restando intrappolati nella bolla speculativa quando, nell’ottobre del 1929, Wall Street crollò.

Con la definizione ‘bolla delle dot com’ viene invece ricordato il crollo delle azioni dei titoli tecnologici registrato nel 2000. In quel periodo ci fu una vera e propria corsa verso l’acquisto indiscriminato di titoli di società legate a internet, la “next big thing” che prometteva ricchezza e benessere (ricordo ancora la cliente casalinga che venne in banca per acquistare le E.biscott🙄)

L’indice tecnologico Nasdaq superò di slancio i 5mila punti e qualsiasi società tecnologica che si quotava a Wall Street faceva il pieno di sottoscrizioni aumentando il proprio valore in pochissimi giorni.

Nel marzo del 2000 queste società pubblicarono i primi bilanci e gli investitori si resero conto che i modelli di business erano tutt’altro che solidi e non remunerativi.

📉 Improvvisamente scattò corsa alle vendite, molte aziende fallirono e altre (Amazon, eBay, Apple) impiegarono anni per riprendersi.

🔸 Anche oggi sono proprio le società tech ad attirare i dubbi di diversi analisti, ma rispetto al 2000 bilanci e modelli di business della maggior parte di esse sembrano avere basi molto più solide.

L’ultima bolla finanziaria che merita una menzione in questo elenco è senza dubbio quella di 13 anni fa, definita dei “mutui subprime”, che ha segnato in modo indelebilmente rosso l’andamento dei mercati finanziari del 2008.

🏦 Il punto più alto della crisi arrivò col fallimento di banche storiche come Lehman Brothers, una crisi innescata dal crollo del mercato immobiliare americano che scoprì un sistema basato sulla concessione di mutui a persone non in grado di ripagare il debito; anche in Italia ci siamo trovati nella stessa situazione con degli Istituti di credito disposti a finanziare fino al 110% del valore degli immobili su prezzi già ‘pompati’ dal mercato.

Questi mutui venivano “impacchettati” e inseriti in strumenti derivati venduti poi sui mercati finanziari di tutto il mondo.

Il crollo del mercato immobiliare americano diede origine a una delle più grandi crisi finanziarie globali di sempre.

Rispetto ad allora, va sottolineato, gli enti che regolano i mercati hanno inserito misure di controllo più rigide proprio allo scopo di evitare il ripetersi di eventi simili.

Ora che ti ho fatto una panoramica su quanto è successo nella storia ti sarai fatto una tua idea su quello che sta succedendo in questi mesi sui mercati finanziari e capire dove i rialzi sono sostenuti da solido pilastri e dove invece gli aumenti vorticosi di valore sono appoggiati sulla sabbia che alla prima folata di vento spazzerà via tutto.

✅ Mi farebbe piacere ricevere una tua opinione sull’argomento di oggi, scrivimi pure un messaggio whatsapp o una mail, grazie

Buon fine settimana

Simone

☎️ 035.0045182

📱 346.2627126

📧 info@simonepontiggia.it

📌 Calcinate, via Coclino 22

http://www.simonepontiggia.it

Instagram : @simonepontiggiaconsulente

Club House : @simopont

‼️ Facebook: https://www.facebook.com/groups/201460741291033/?ref=share (gruppo chiuso) ‼️